Radio24 Strade e Motori – Sharing che passione: uno studio del MIT di Boston

Pubblicato il 11/12/2020 in Cronache

Radio24 Strade e Motori – Sharing che passione: uno studio del MIT di Boston

Una delle più grandi innovazioni nella mobilità è senz’altro il ricorso alla condivisione dei mezzi, che si tratti di auto, scooter, bici o monopattini.
Condividere significa risparmiare, e non solo in termini economici. Oltre al più lampante risparmio ambientale dato dalla riduzione degli inquinanti, esiste anche un risparmio ambientale relativo agli spazi.
Attraverso lo sharing, infatti, le nostre città potrebbero essere più vivibili, ritagliando spazi sempre maggiori ai parcheggi. È quanto messo in evidenza da un recente studio condotto dal MIT di Boston in collaborazione con il prof. Carlo Ratti, uno dei massimi esperti al mondo di sviluppo urbano.
Le nostre città saranno ridisegnate dallo sharing ma anche dal pieno sviluppo della guida autonoma che rivoluzionerà il pendolarismo, il modo di spostarsi e, conseguentemente, gli spazi urbani.

Della centralità dello sharing sono ben consci i fondatori di Assosharing, la prima associazione di categoria del comparto della sharing mobility che tutela gli interessi delle aziende del settore, restando in contatto diretto con i protagonisti del trasporto pubblico locale. Come affermato dal vicepresidente della neonata associazione, nonché responsabile delle relazioni istituzionali di Share Now, Luigi Licchelli, lo sharing – che conta in Italia 5 milioni di utenti se si mettono insieme tutti i mezzi di trasporto – può funzionare al massimo delle sue potenzialità solo quando si integra, in prospettiva multimodale, con il Tpl. L’Associazione è già pronta a confrontarsi con le istituzioni: è prossima, infatti, l’audizione presso la Commissione Trasporti della Camera dei Deputati in cui Assosharing chiederà l’adeguamento dell’Iva e il riconoscimento della sharing mobility nel Codice della Strada.

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