Radio24 Strade e Motori – La crisi dei dealers e la cura tedesca
Pubblicato il 17/4/2020 in Cronache
Ci sono soggetti per cui l’emergenza della pandemia, nella sua seconda veste di danno economico e sociale, potrebbe rivelarsi davvero grave. È il caso, ad esempio, dei dealers automobilistici.
Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto, l’associazione che raggruppa i concessionari italiani, fa il punto della situazione alla luce dell’attuale fermo e in prospettiva di una prossima ripartenza.
ll lockdown come misura di sicurezza dal punto di vista sanitario ha costretto alla chiusura le concessionarie, attualmente impegnate solo nelle attività di officina e assistenza d’emergenza, con più costi che ricavi. Oltre alle buone misure per la liquidità delle aziende, c’è bisogno di pensare ad azioni che, al momento della ripartenza, incentivino all’acquisto di un’auto: estensione dell’ecobonus e adeguamento della fiscalità sulle auto aziendali in primis.
La conta delle “auto perdute” a causa del Coronavirus la fanno, ovviamente, anche le case costruttrici.
Il presidente di Mercedes Benz Italia, Radek Jelinek, racconta di una situazione difficile per tutti, affrontata però con determinazione e speranza in cui anche le attività di solidarietà – come la riconversione del sito di Stoccarda, impegnato nella produzione di strumenti medicali, e di altri poli del brand – rientrano nella prospettiva di un giusto approccio.
E, secondo il numero uno di Mercedes Benz Italia, nemmeno la corsa all’elettrificazione si fermerà, nonostante la crisi. Per Jelinek, infatti, non saranno solo gli stringenti limiti imposti dall’Europa a orientare il mercato del futuro prossimo, ma anche la richiesta sempre maggiore di sostenibilità avanzata dagli automobilisti che, anche a causa della pandemia, desiderano un’Europa più salubre e meno inquinata.
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