Radio24 Strade e Motori – Elettricità nell’aria
Pubblicato il 11/10/2020 in Cronache
L’automotive è alle prese con sfide ancora nuove, a volte difficili a volte costruttive.
C’è da pensare, adesso, al rischio di una Brexit no-deal. Mancano solo 12 settimane alla fine del periodo di transizione accordato al divorzio Ue-Uk e, in assenza di un accordo che mantenga lo status quo negli scambi commerciali, la filiera dell’auto, e in particolare il settore della componentistica, potrebbe risentirne in maniera netta.
Marco Stella, presidente del Gruppo Componenti di Anfia nonché vicepresidente dell’associazione, illustra dati importanti: la Gran Bretagna è il nostro 4° partner per l’import-export delle auto, addirittura il 3° per destinazione nel comparto della componentistica, e una Brexit senza accordo, che quindi vedrebbe il ripristino dei dazi, porterebbe l’industria automobilistica a perdere, entro il 2025, fino a 110 miliardi di euro, con un pesante danno per entrambi i Paesi.
Ma ci sono anche sfide che non solo non preoccupano, ma addirittura danno nuovo slancio al futuro dell’automotive.
È il caso delle sperimentazioni sulla capacità dei veicoli elettrici di fornire elettricità alla rete nazionale, come nel caso di Vehicle-to-grid, il progetto inaugurato a Mirafiori che vede la collaborazione tra FCA, Terna e ENGIE Eps.
Come raccontato da Roberto Di Stefano, responsabile E-mobility per la regione Emea di Fca, i veicoli elettrici, essendo degli accumulatori su ruote, quando fermi possono fornire un servizio di stabilizzazione e alimentazione della rete. A Mirafiori gli attuali 68 veicoli connessi alla rete con colonnine bidirezionali riusciranno a offrire una potenza fino a 1,5 megawatt. A fine 2020 la sperimentazione sarà estesa a 700 veicoli connessi, capaci di generare 15 megavatt, rendendo il comprensorio industriale torinese una piccola centrale elettrica.
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